“IL DESINARE DELLA BATTITURA” a cura di Franco Menicacci

Sabato 28 giugno, presso il Monastero di Santa Margherita in Tosina – Borselli (Pelago)

Nella campagna, la battitura era un momento importante nel quale si raccoglieva il frutto principale di tutto il lavoro del’anno. La battitura (trebbiatura) del grano richiedeva molte braccia ed i contadini si prestavano l’opera andando reciprocamente ad aiutarsi. Il lavoro della battitura poteva durare anche più giorni ed impiegare, a seconda della quantità di frumento da trebbiare, da 15 a 30 o più persone alle quali doveva essere dato da bere e da mangiare, quindi sempre in relazione alla dimensione dell’aia poteva essere necessario un pranzo.L’animale che veniva immolato sulle tavole della battitura per essere cucinato arrosto, per fare il sugo per la pasta asciutta e per fare il brodo per la minestra, era l’oca (l’oco-papero), che tutti i contadini allevavano proprio per la battitura. Mentre gli uomini erano impegnati nell’aia per la trebbiatura, le massaie erano impegnate a cucinare utilizzando in genere tutti prodotti del podere.

Programma

Ore 9,30 – ritrovo presso il Monastero di S.Margherita in Tosina
Ore 10,00 – inizio preparazione del pranzo che prevede il seguente menù: grandinino bucata in brodo, bollito misto con crostini, penne strascicate, arrosto misto , biscotti di Prato.
Ore 13,30 – Pranzo (a cui possono accedere anche amici e parenti dei singoli partecipanti (max 2 cad.)
Pomeriggio (fino alle ore 18,00 circa): ricordi, racconti e canti di vita contadina da condividere insieme

Contributo: € 30 (per chi partecipa solo al pranzo € 20)

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